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giovedì 8 marzo 2012 alle 08:00 sotto la categoria Regula-Werk King KG.
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Regula-Werk King KG
La nascita di questa azienda risale al 1936, quando da parte della famiglia King viene avviata nella città tedesca di Pforzheim un’attività per la produzione di componenti elettrici e parti di radio; il buon esito dell’iniziativa fa sì che già nel 1938 si verifichi un allargamento della fabbrica con il contestuale spostamento in una località vicina, Bad Liebenzell, nel territorio della Foresta Nera. Alla ripresa dell’attività dopo la fine della seconda guerra mondiale, a seguito di un interesse personale per la fotografia da parte del titolare dell’azienda, viene studiato nel 1949 un prototipo di fotocamera per pellicola in rullino 135. Ha così inizio la realizzazione della prima serie di Regula, un apparecchio a mirino galileiano dotato di otturatore centrale caricabile manualmente, del tutto simile a quelli prodotti in quel periodo dalla maggior parte di costruttori; nel volgere di pochissimo tempo vengono realizzate numerose varianti di questa fotocamera, identificate da una numerazione progressiva ed eventualmente da lettere che definiscono le varie versioni di un medesimo modello; nel 1951 lo stabilimento è semidistrutto da un incendio, ma le maestranze riescono a renderlo nuovamente operativo nel giro di due sole settimane.
A partire dal 1953 appaiono le prime fotocamere di seconda generazione, sulle quali vengono adoperate ottiche di parecchie case costruttrici tedesche, tutte di notevole livello, dalla Isco-Gottingen alla Enna, alla Staeble, alla Steinheil e alla Rodenstock, con diverse varianti per quanto riguarda l’apertura massima (f/4.5, f/3.5, f/2.8), montate soprattutto su otturatori Prontor prodotti dalla Alfred Gauthier di Calmbach, località che si trova a pochissimi chilometri da Bad Liebenzell.
A partire dalla metà degli anni Cinquanta si intensifica il continuo e progressivo rinnovamento dei modelli, il cui design si evolve continuamente, tanto che nel giro di un decennio verranno sfornati più di trenta diversi apparecchi. L’aggiornamento riguarda naturalmente anche le caratteristiche più specificamente tecniche, così che appaiono progressivamente fotocamere dotate di esposimetro a estinzione e di messa fuoco a telemetro, che negli ultimi modelli è del tipo accoppiato. Una caratteristica delle fotocamere prodotte nel corso degli anni Cinquanta è la finitura della parte metallica, realizzata in un alluminio anodizzato in fase di produzione chiamato Eloxal che il costruttore pubblicizza, con ottimismo forse eccessivo, come un materiale più duro dell’acciaio. La terza generazione di fotocamere vede la luce dal 1955/56 con la Regula IIIa, che sarà presto seguita dalla IIIb, dalla IIIc e dalla IIId: da questo periodo la serie delle Regula raggiunge il suo livello qualitativo più alto nel momento in cui vengono montati esposimetri Gossen, otturatori Prontor SVS o Prontor SLK e in alcuni casi l’obiettivo Tessar della Carl Zeiss. Il modello che rappresenta probabilmente il massimo della gamma è la Regula Cita nella versione Cita III, realizzata anche in una serie da collezione (Regula Citalux 300) placcata in oro e rivestita in pelle di colore rosso mattone.
Nella versione per il mercato statunitense la Cita prende il nome di Regula RM, il noto distributore tedesco Porst la commercializza come Hapo 36. Nel medesimo periodo vengono poi prodotte altre versioni particolari di notevole pregio, sulle quali compaiono esposimetri Bewi o Metrawatt con otturatori portati al tempo di scatto di 1/500 di secondo. Dal 1959 e per tutti gli anni Sessanta la produzione è ancora incentrata sulle Regula, da evidenziare quelle della serie Sprinty e le Super/Superautomatic. Gli anni Settanta si aprono con un momento negativo in quanto l’azienda si trova a pagare care le conseguenze della violazione di un brevetto Leitz relativamente al progetto di una reflex; per quanto riguarda la produzione sono di questi anni la Regula Picca, la Regula Rotor S e la Regula 118, un apparecchio per caricatori di pellicola formato 110. A cavallo degli anni Ottanta, già in situazione non più tanto rosea vista anche la concorrenza dell’industria giapponese, l‘azienda crede nel nuovo formato “Disc” lanciato dalla Kodak, fabbricando un apparecchio dedicato, la Regula Disc Camera: le conseguenze dell’insuccesso commerciale sono tali che, nella già difficile situazione di cui si è detto, la portano al fallimento nel corso del 1984. La Regula-Werk King KG ha prodotto moltissimi apparecchi anche per altri marchi/aziende di distribuzione, fra cui United States Camera Corporation e Boots (Stati Uniti), Dixons (Gran Bretagna) e Foto-Quelle’s Revue (Germania); la grande quantità di modelli (e relative varianti) non consente di esaminare in modo analitico l’intera produzione, di alcune fotocamere si parlerà più diffusamente nelle apposite schede illustrative.
Tags: 1936, Alfred Gauthier, Bewi, Carl Zeiss, Cita III, Disc, Enna, esposimetro a estinzione, Gossen, Hapo 36, Isco-Gottingen, King, Kodak, Metrawatt, Porst, Prontor, Prontor SLK, Prontor SVS, Regula, Regula 118, Regula Cita, Regula Citalux 300, Regula Disc Camera, Regula IIIa, Regula Picca, Regula RM, Regula Rotor S, Regula-Werk King KG, Rodenstock, rullino 135, Sprinty, Staeble, Steinheil, telemetro, United States Camera Corporation4 Responses a “Regula-Werk King KG”
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sono in possesso di una Regula I serie di quella della foto in pubblicità nell’articolo, vorrei sapere il valore commerciale. L’obiettivo è un Cassar f50/2,8-16 e all’interno nell’allogiamento della pellicola c’è scritto: sopra REGULA I-P e sotto in basso il n° 018236.
Vi ringrazia per la Cortese attenzione e porgo i miei più Cordiali Saluti.
Rossi Vincenzo
Buonasera signor Vincenzo,
questa fotocamera può valere a mio parere circa 80-100 euro.
Cordiali saluti
Aniceto Antilopi
Buonasera,
ho trovato frugando nell’armadio una REGULA L KING in ottimo stato (obiettivo Cassar 1:2.8/45mm) e vorrei sapere per curiosità quanto può valere anche se non sono intenzionata a venederla.
Grazie per l’attenzione.
Cordialità e saluti.
G
Buonasera,
la Regula L è stata prodotta a partire dal 1958. Il valore è di circa 80 euro.
Cordiali saluti
Aniceto Antilopi