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G. Glunz & Sohn Camerawerk


Il logo Glunz

Il logo Glunz

Le origini più antiche di questa azienda tedesca risalgono al 1893, quando viene fondata nella città di Hannover con la denominazione di Glunz & Bülter. Le notizie storiche su questo marchio sono veramente molto scarse, la produzione è legata alle fotocamere folding a lastre tipiche di quel periodo, ma non sono noti particolari modelli usciti da questa fabbrica. Nel 1903 la società si scioglie, determinando da una parte la nascita di una nuova impresa, la Bülter & Stammer, dall’altra la modifica della proprietà di quella precedente, che diventa G. Glunz & Sohn Camerawerk. Anche in questo caso non sono noti i particolari dell’operazione e non è chiaro se si sia trattato dell’abbandono da parte di Bülter o della volontà di Glunz di far entrare il figlio nella società; la Bülter & Stammer continuerà autonomamente per molti anni, diventando poi Orionwerke nel 1921. Anche sulla nuova azienda le notizie sono veramente scarse, ma la produzione Glunz continua soprattutto con fotocamere folding per lastre di formati diversi, da 6 x 9 a 13 x 18 cm, che col tempo si fanno sempre più sofisticate e curate; nei cataloghi sono presenti comunque anche folding per pellicola in rullo e apparecchi di tipo instant da viaggio (Reisekamera). I modelli sono numerati progressivamente (Glunz Mod. 0, Glunz Mod. 1, ecc …) con codifiche diverse rispetto al formato (Glunz Mod. 3, Mod. 30 e Mod. 300) e vengono costruiti nel rispetto della migliore tradizione fotografica tedesca; si tratta infatti di realizzazioni di notevole livello qualitativo sia per quanto riguarda i materiali utilizzati che per l’accuratezza dei movimenti e delle regolazioni.

Altrettanto dicasi per quanto attiene i componenti acquistati presso altre aziende, soprattutto obiettivi ed otturatori, la cui qualità cresce proporzionalmente alla ricercatezza del modello; per esempio la già citata folding Mod. 3 è dotata di un’ottica della casa (Glunz Anastigmat), mentre il Mod. 300 ne monta una prodotta dalla Steinheil di Monaco di Baviera. Buona parte della produzione degli anni Venti (modelli 40, 400, 60, 600) è dotata dell’obiettivo Tessar della Carl Zeiss accoppiato ad otturatori Compur della Friedrich Deckel o Vario della Alfred Gauthier, vale a dire il meglio fra quello che all’epoca poteva offrire il mercato.

Pubblicità francese della Glunz 60

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La standarta portaottica delle folding a lastre è anche provvista del sistema di decentramento dell’obiettivo, sia in senso orizzontale che verticale, e in alcuni modelli è equipaggiata con bolle sferiche per il controllo della verticalità dell’inquadratura; negli apparecchi di formato maggiore i soffietti sono in pelle a doppia estensione. Anche la lista degli accessori è piuttosto corposa, sia per quanto riguarda la parte ottica (lenti addizionali, filtri, ecc…) sia per gli strumenti dedicati alla ripresa fotografica, come per esempio i treppiedi in legno. Nei primi anni Trenta la Glunz produce poi uno speciale tipo di fotocamera folding a sviluppo orizzontale, un piccolo apparecchio che utilizza pellicola in rullo 127 e fornisce fotogrammi di 3 x 4 cm, la Ingo: la sua particolarità consiste nel sistema di chiusura, formato da due ante che una volta aperte appaiono come una specie di paraluce a protezione dell’obiettivo su entrambi i lati. Alcuni anni più tardi il medesimo sistema sarà utilizzato anche da altri costruttori e la fotocamera più nota fra quelle di questo tipo sarà la Vitessa costruita da Voigtländer. L’attività della Glunz cessa durante il corso degli anni Trenta del XX secolo.

Tags: 1893, Alfred Gauthier, Bülter & Stammer, Carl Zeiss, Compur, Friedrich Deckel, G. Glunz & Sohn Camerawerk, Glunz, Glunz & Bülter, Ingo, Orionwerke, Steinheil, Tessar, Vario, Vitessa, Voigtländer & Sohn

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