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giovedì 26 gennaio 2012 alle 08:00 sotto la categoria FATIF.
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FATIF

Il logo FATIF in un banco ottico DS 13 x 18 della metà degli anni Settanta
L’azienda milanese FATIF è nel contempo uno dei più titolati e dei meno conosciuti costruttori di apparecchiature fotografiche professionali da studio, per quanto riguarda sia gli apparecchi da ripresa che le attrezzature accessorie (banks, stativi, ecc …). Viene fondata nel 1944 e la sua produzione iniziale è costituita da fotocamere in legno di grande formato (cm 13 x 18), sia per riprese in studio che nel formato “da viaggio”; fin dall’inizio i prodotti sono di ottima fattura, soprattutto per quanto riguarda i movimenti di regolazione delle standarte ai fini della composizione dell’’inquadratura. Nel corso degli anni Cinquanta viene progressivamente abbandonato l’uso del legno e gli apparecchi vengono realizzati prima con l’inserimento di parti metalliche, poi interamente in metallo. Alla XXXVII Fiera di Milano del 1959 vengono presentati tre apparecchi di grande formato, la Luxi Special Studio (cm 13 x 18) montata su una coppia di tubi telescopici, la Mayor Color (cm 13 x 18) e la Mayorette (cm 9 x 12) entrambe montate su un unico tubo (monotrave o monorotaia). Dall’inizio degli anni Sessanta vengono poi costruite le fotocamere Standard (cm 13 x 18), Tecnic’s Master (cm 9 x 12 e 4 x 5 pollici) e Super Color per i formati da cm 13 x 18 e 18 x 24.
Il momento di svolta che pone definitivamente la FATIF fra i migliori costruttori di fotocamere a banco si verifica nel 1969, quando la collaborazione fra il designer Joe Colombo con l’ingegner Quintino Piana porta alla progettazione di un banco ottico di nuova concezione, il primo della serie DS. Si tratta di un apparecchio che unisce l’efficienza e soprattutto la versatilità ad un design decisamente originale, tanto che riceve una segnalazione al Premio “Compasso d’oro” e l’esposizione al Museum of Modern Art di New York. E’ dotato di tutti i movimenti di decentramento e di un doppio sistema di basculaggio, cioè la standarta anteriore portaobiettivo e quella posteriore porta chassis hanno entrambe la possibilità di modificare tanto la propria posizione quanto la propria angolazione rispetto agli assi sia orizzontale che verticale, mentre il basculaggio è possibile non solo alla base, ma anche rispetto all’asse ottico.
La combinazione di questi movimenti di regolazione consente di gestire al meglio l’inquadratura in determinati casi di ripresa (come per esempio la foto di architettura), di ovviare a fenomeni di distorsione dell’immagine o di sfruttare particolari principi ottici come per esempio la Regola o Legge di Scheimpflug. Questo banco, di cui si parlerà più diffusamente nell’apposita scheda illustrativa, viene realizzato nei formati di cm 9 x 12, 13 x 18 e 20 x 25; nel medesimo periodo vengono prodotte anche fotocamere per usi particolari come la FATIF Panoramica e quella per riprese aeree. Parallelamente prosegue la produzione di attrezzature da studio, sia nel settore degli stativi che in quello degli accessori per set fotografici, in particolare con il nuovo sistema di illuminazione a bank aereo. Nel 1986 il banco ottico DS si è evoluto nel modello DS2, tutt’ora in produzione. Come già si è detto si tratta di strumentazioni e attrezzature in grado a tutt’oggi di confrontarsi alla pari con quelle, spesso molto più conosciute, dei produttori europei o giapponesi.
Tags: 1944, DS, DS 13 x 18, DS2, FATIF, Legge di ScheimpflugLascia un commento
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