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lunedì 16 gennaio 2012 alle 08:00 sotto la categoria Ihagee (Exakta), Macchine fotografiche.
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La fotocamera Kine Exacta (versione 5)
Si tratta della prima fotocamera prodotta dalla Ihagee dopo la fine della seconda guerra mondiale, un modello le cui caratteristiche tecniche fondamentali sono necessariamente identiche a quelle degli apparecchi prodotti fino a dieci anni prima. E’ la quinta ed ultima variante delle Exakta prima serie, le Kine Exakta, e viene prodotta nel 1948 in condizioni operative molto critiche, quasi esclusivamente per il mercato statunitense; la particolarità visivamente più appariscente è relativa al nome, nel quale la lettera c sostituisce la k, proprio in funzione del paese a cui è destinata. Il nome Exacta anziché Exakta era già stato utilizzato per la versione 3 del 1937, in quanto anch’essa destinata al mercato U.S.A., ed appare anche su una serie limitata delle prime Exakta II costruite pure dal 1948. L’identificazione dell’Exakta II non pone problemi in quanto si tratta di un modello diverso, la differenziazione tra le versioni 3 e 5 è invece meno agevole, se non per i numeri di matricola che nella 5 vanno all’incirca dal 613000 al 650000. Da un punto di vista tecnico la sola modifica sostanziale rispetto all’ultima versione anteguerra (la Kine Exakta 4 del 1938) risiede nel selettore dei tempi di scatto lenti e lenti ritardati, dove 1/5 di secondo ha sostituito 1/10. Le altre modifiche, come la ghiera del selettore stesso priva del solco centrale, gli occhielli per la tracolla fissi e rivettati, l’attacco per il treppiede più sporgente, la mancanza del logo Jhagee, ecc … sono di scarsa rilevanza. Sul dorso di alcuni esemplari appare la dicitura “Made in Germany”.
Caratteristiche principali
- Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.
- Inquadratura reflex con pozzetto oppure con mirino a traguardo.
- Messa a fuoco su vetro smerigliato con lente di ingrandimento abbassabile manualmente. Lo specchio si posiziona a 45° a seguito del caricamento dell’otturatore e rimane alzato dopo lo scatto
- Obiettivo normale Carl Zeiss Jena Tessar da 50 mm, con apertura massima sia f/3,5 che f/2. Erano in catalogo anche il Carl Zeiss Jena Biotar da 58 mm con apertura massima f/2 come nell’esemplare fotografato, oppure il Trioplan della Hugo Meyer di Görlitz con apertura massima f/2,9 oppure il Victar della Ernst Ludwig Optisches Werk sempre con apertura massima f/2,9.
- Innesto delle ottiche a baionetta, sbloccabili mediante una leva situata sulla sinistra dell’ottica stessa.
- Per quanto riguarda l’obiettivo dell’esemplare fotografato, i valori del diaframma a iride posto fra i due gruppi ottici del Biotar corrispondono a f/2 – f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22.
- Otturatore a tendina sul piano focale il cui caricamento avviene con una leva posta sulla sinistra della fotocamera, azionabile in un unico movimento. La leva sul lato sinistro è uno degli elementi che caratterizzano le fotocamere Exakta, nelle quali, di conseguenza, lo scorrimento della pellicola avviene da destra verso sinistra.
- L’impostazione dei tempi di scatto avviene mediante due diversi comandi:
- per i tempi 1/25, 1/50, 1/100, 1/150, 1/250, 1/500, 1/1000, B, Z (T) mediante la ghiera di sinistra posta accanto al mirino
- per i tempi lenti 1/5, 1/2 , 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12 secondi e per quelli lenti ritardati 1/5, 3/4, 1½, 2, 3, 4, 5, 6 secondi mediante la ghiera di destra.
L’impostazione dei tempi lenti può avvenire se quella dei tempi normali si trova nelle posizioni B o Z. In alcuni esemplari la serie dei tempi lenti ritardati è in colore rosso.
- Lo scatto ritardato è utilizzabile come autoscatto, ma anche avendo impostato uno dei tempi veloci è possibile ritardare lo scatto di circa 12 secondi caricando l’otturatore con la leva, impostando un tempo veloce e ponendo la ghiera di destra nella zona dei tempi lenti ritardati (da 1/5 a 6 secondi).
- Il pulsante di scatto si trova nel frontale, sulla sinistra dell’obiettivo, dotato di attacco a vite per cavetto flessibile.
- Nella parte destra è invece presente un attacco bipolare per lampeggiatori a lampadine; il contatto più in alto è una modifica apportata dal costruttore a partire dal modello 4 del 1938 per consentire un migliore fissaggio dell’ingombrante lampeggiatore Vacublitz.
- La fotocamera è dotata di contafotogrammi, coassiale alla leva di carica ed azzerabile manualmente.
- E’ presente la taglierina interna che consente di utilizzare un rullino soltanto in parte. La pellicola infatti può essere avvolta sia sul rocchetto ricevitore sia all’interno di un rullino vuoto. Nel primo caso, una volta esposta, deve essere normalmente riavvolta dopo aver sbloccato il rocchetto ricevitore portando in posizione R un cursore posto dietro la ghiera di selezione dei tempi rapidi; l’avvolgimento in un caricatore vuoto consente invece di utilizzare un rullino anche soltanto parzialmente senza pregiudicarne la parte ancora vergine, in quanto la pellicola esposta può essere tagliata con una taglierina situata accanto alla sede del rullino e riavvolta. La taglierina è fissata ad un perno trascinabile verso il basso dopo averlo sbloccato mediante svitamento dal corpo della fotocamera.
Nonostante sia stata costruita, come già si è detto, in condizioni operative abbastanza precarie, si tratta di un ottimo apparecchio, nella migliore tradizione di questa casa costruttrice.
Tags: 1948, Biotar, Carl Zeiss Jena Biotar, Carl Zeiss Jena Tessar, Ernst Ludwig Optisches Werk, Exakta, Exakta II, Hugo Meyer, Ihagee, Kine Exakta, reflex, SLR, Trioplan, Vacublitz, VictarPost correlati
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