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La fotocamera Condoretta (primo tipo)


La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della Condor, la fotocamera progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del telemetro, a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo Terog da 40 mm in sostituzione dell’Eliog da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo Eliog, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.

L’obiettivo è privo del cannotto rientrante e ciò rende questo apparecchio più compatto della Condor, anche se le procedure di avanzamento pellicola, caricamento e scatto sono identiche; uguale anche il contafotogrammi, posizionato sul fondello ed azzerabile manualmente. L’esemplare fotografato è databile al 1951.

Caratteristiche  principali

-    Compatta.

-    Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.

-    Inquadratura con mirino galileiano. Accanto al mirino, nella parte superiore dell’apparecchio, è fissata una slitta portaccessori.

-    Messa a fuoco su scala metrica da 1 m a ∞ mediante rotazione della lente anteriore.

Il dorso con il nome e i marchi di fabbrica

Il dorso con il nome e i marchi di fabbrica

-    Obiettivo Terog da 40 mm con apertura massima f/4.

-    Diaframma a iride con valori f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22.

-    Otturatore centrale Aplon a tre lamelle con tempi di scatto di 1 sec, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/300, B.

- La carica dell’otturatore e lo scorrimento della pellicola sono indipendenti, ma interconnessi da un punto di vista operativo. La molla dell’otturatore può essere armata in ogni caso, ma se la pellicola non è stata fatta avanzare fino al nuovo fotogramma lo scatto non può avvenire: ciò previene il rischio di doppie esposizioni.

- Lo sblocco del rocchetto per procedere al riavvolgimento della pellicola esposta si ottiene azionando il cursore posto dietro al pulsante di scatto fino a scoprire un puntino di colore rosso.

Nel complesso è un apparecchio di livello più che buono, qualitativamente coerente con gli altri modelli prodotti per Ferrania negli stabilimenti delle Officine Galileo.

Tags: 1951, Aplon, Condor, Condoretta, Eliog, Ferrania, Officine Galileo, telemetro, Terog

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2 Responses a “La fotocamera Condoretta (primo tipo)”

  • Luisa scrive:

    ho una condoretta appartenuta a mio padre. Il difetto che aveva era che nel mandare avanti la pellicola questa si strappava (credo fosse un difetto del meccanismo di trascinamento). Per il resto dovrebbe essere ancora funzionante. Se volessi farla riparare sapreste indicarmi un tecnico fidato nella zona di Napoli? O Salerno? Grazie

  • Buongiorno Luisa,
    purtroppo non so indicarle nella zona di Napoli/Salerno un tecnico in grado di intervenire su un apparecchio come quello. E’ veramente molto difficile trovare qualcuno che ripari gli apparecchi d’epoca, non solo nella sua zona, ma in tutta Italia. Mi dispiace molto.
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

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