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FILMA


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Abbiamo già ripetutamente parlato della figura di , tecnico e imprenditore del settore fotografico la cui presenza ricorre come costante nella storia dell’industria italiana per gran parte del XX secolo e le cui diverse aziende sono state attive dal termine della prima guerra mondiale fin quasi alla fine degli anni Ottanta. La meno nota fra le sue numerose iniziative commerciali è probabilmente quella relativa alla piccola fabbrica denominata , conseguente all’abbandono della fiorentina , altra sua creatura, che nel 1935 era stata assorbita dalla . La nascita della FILMA coincide anche con una ridefinizione della sua filosofia imprenditoriale, un cambiamento già presente negli ultimi modelli prodotti a Firenze, cioè la decisione di passare dalle fotocamere professionali di grande/medio formato ad apparecchi molto semplici, utilizzabili praticamente da chiunque, rivolti quindi ad una clientela il più vasta possibile, una clientela interessata alla tipica “foto ricordo” fatta in condizioni di luce favorevoli, ad una distanza media, avendo come soggetto un panorama o delle persone che stanno intenzionalmente in posa.

Non può non venire in mente a questo proposito il motto di , “you press the button, we do the rest” e anche se paragonare le aziende di Bencini agli anni iniziali della può sembrare perlomeno azzardato, dal punto di vista del tipo di clientela si tratta in fondo dello stesso target. Nel 1935, contestualmente alla fine dell’esperienza con la F.I.A.M.M.A., Antonio Bencini si trasferisce da Firenze a Torino e si associa con un grossista del luogo avviando una nuova fabbrica, denominata appunto FILMA. Comincia a produrre semplicissime fotocamere che portano lo stesso nome dell’azienda e che vengono realizzate in due modelli, diversi per quanto riguarda il formato del negativo.

Si tratta di apparecchi di tipo box costruiti in lamiera metallica, praticamente privi di regolazioni di qualsiasi tipo, dei quali si parlerà più diffusamente nelle apposite schede illustrative. Questa nuova esperienza imprenditoriale è però di brevissima durata, in quanto già nel 1937, mentre l’attività produttiva è praticamente appena cominciata, arriva di nuovo la Ferrania e così come era successo con la F.I.A.M.M.A. acquisisce anche questa azienda, continuando peraltro a produrre i due apparecchi con il proprio marchio. Per Bencini si tratta comunque di un ennesimo inizio, in quanto già nel 1938 non solo ha fondato un’altra attività, ma è in grado di mettere in commercio la sua nuova produzione, gli apparecchi e di cui già si è detto.

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