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giovedì 8 dicembre 2011 alle 12:02 sotto la categoria Gli schemi ottici.
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Il Sonnar

La seconda versione dell’Ernostar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)
La realizzazione di questo schema ottico rappresenta uno dei punti di arrivo del percorso progettuale che Ludwig Bertele aveva iniziato già a partire dal 1920 quando, alle dipendenze della Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, aveva messo a punto la sua prima ottica di portata storica con la realizzazione dell’Ernostar. Nel 1926, quando la Ernemann va a confluire nel colosso industriale Zeiss Ikon, Bertele passa naturalmente alle dipendenze di quest’ultimo, prima nella città di Jena e successivamente a Dresda dove stabilisce il proprio studio presso gli stabilimenti che erano stati sede della ICA; a titolo di cronaca va ricordato che egli, pur giovanissimo essendo nato nel 1900, è già uno dei più titolati progettisti in campo ottico fotografico a livello mondiale. Nel 1930 inizia a progettare un nuovo schema ottico, ripartendo ancora una volta dal vecchio Tripletto di Cooke, cercando di sviluppare ulteriormente i principi costruttivi che avevano portato al Tessar di Paul Rudolph ma soprattutto alla seconda versione del suo Ernostar.
Nel giro di un anno appare il primo progetto di un nuovo schema ottico che viene battezzato Sonnar, la cui derivazione dal tedesco “Sonne” (sole) vuole essere un evidente riferimento ad un obiettivo molto luminoso, che in effetti presenta un valore di apertura massima di f/2. E’ composto da sei lenti in tre gruppi e la sua derivazione dalla seconda versione dell’Ernostar è più che evidente: la lente frontale è sostanzialmente identica, lo spesso gruppo negativo centrale è molto simile, il terzo e quarto gruppo dell’Ernostar risultano cementati con la conseguente eliminazione di due superfici aria-vetro e il piano del diaframma si è spostato in avanti.
Dopo un anno ne viene brevettata una seconda versione, nella quale è stato modificato il gruppo cementato posteriore, che si presenta composto da una grossa lente centrale che ne separa altre due: queste ultime sono caratterizzate da una piccola differenza relativa all’indice di rifrazione. Si tratta di una soluzione che interviene in maniera decisiva sull’aberrazione sferica, così come richiesto in un obiettivo con un’apertura massima relativa molto alta, tanto che questa seconda versione presenta un’apertura massima di f/1.5. Le aberrazioni ottiche del Sonnar sono comunque superiori a quelle del Planar, ma il minor numero di superfici aria-vetro lo rende di fatto più incisivo e meno soggetto ai fenomeni di interriflessione, mentre nel confronto col Tessar appare di livello superiore per quanto riguarda la correzione dell’aberrazione cromatica. Il Sonnar a sette lenti fornisce quindi risultati eccellenti, è l’ottica con la quale vengono realizzati tre teleobiettivi per la Contax, la fotocamera 35 mm che la Zeiss presenta nel 1932 come risposta commerciale alla Leica, dotandola di uno strepitoso corredo di dieci ottiche intercambiabili. Nel 1936, in occasione dello svolgimento dei giochi olimpici in Germania (giochi invernali a Garmisch e olimpiade di Berlino), viene affidato a Bertele il compito di produrne un modello particolare per le riprese fotografiche delle gare; per questi eventi sportivi egli metterà a punto l’Olympia Sonnar da 180 mm con apertura f/2.8, uno strumento rivoluzionario per l’epoca, che sarà utilizzato in primo luogo da Leni Riefensthal, la regista/fotografa del regime nazista.
Il valore di luminosità di questa ottica e il risultato che è in grado di fornire anche ai valori massimi di apertura la rendono un effettivo punto di svolta per quanto riguarda la possibilità di riprendere soggetti in movimento; a questo riguardo va aggiunto che, trattandosi di uno schema non compatibile per le sue caratteristiche costruttive con le corte lunghezze focali, la sua rilevanza è ancora maggiore in quanto consente la costruzione di focali medio-lunghe (85 mm, 135 mm, …), cioè i classici teleobiettivi dedicati alle foto d’azione e di reportage. Lo schema Ernostar/Sonnar è stato ripreso da altri costruttori, a volte come base di progettazione e in alcuni casi per la produzione di vere e proprie copie.
Tags: 1931, Ernemann, Ernostar, Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, ICA, Leni Riefensthal, Ludwig Bertele, Olympia Sonnar, Paul Rudolph, Planar, Sonnar, Tessar, tripletto di Cooke, Zeiss IkonLascia un commento
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