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Paul Gossen & Co. – Parte seconda


Il logo anni Settanta

Il logo anni Settanta

Nella seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento l’espansione commerciale della Gossen assume proporzioni sempre più rilevanti tanto che nel 1957 l’azienda conta oltre duemila dipendenti, una parte dei quali lavorano in un stabilimento aperto a Berlino. La produzione naturalmente è dedicata non soltanto ai settori della fotografia e della cinematografia, ma è in gran parte costituita da strumenti di misurazione di per usi diversi. Il settore riguardante la misurazione della luce è comunque sempre ben rappresentato e fornito, soprattutto durante gli anni Cinquanta, quando vengono prodotti anche modelli dedicati all’ingrandimento fotografico (esposimetri per camera oscura), all’uso con il microscopio e alla determinazione della temperatura colore, nel momento in cui inizia a diffondersi l’uso del materiale sensibile a colori. Il primo termocolorimetro, chiamato  Kelvilux, è del 1952. Nel 1960/61, ha inizio la progettazione di apparecchi di nuova generazione equipaggiati con fotoresistenza al solfuro di cadmio anche se la costruzione di quelli con sensore al selenio continuerà comunque per parecchi anni.

Lo stabilimento di Erlangen nel secondo dopoguerra

Lo stabilimento di Erlangen nel secondo dopoguerra

Il primo modello che viene presentato è il Lunasix, e la scelta del nome è determinata dal fatto che il sensore al CdS ha prodotto un aumento delle capacità di lettura tali da consentire la determinazione dell’esposizione anche in presenza di valori di luce molto bassi, rappresentati in maniera simbolica con quelli della luce lunare: sullo strumento appaiono infatti una accanto all’altra le immagini del sole e della luna e i tempi di esposizione determinabili vanno da un minimo di 1/4000 di secondo a un massimo di 8 ore. Il dato numerico dei primi trent’anni di attività della Gossen nel settore degli esposimetri (1931-1961) appare di dimensioni impressionanti, dal momento che dall’esordio dell’Ombrux al sensore al CdS del Lunasix sono per così dire “passati” circa cinquanta modelli. Nel 1963 l’azienda acquista rilevanti partecipazioni della Siemens & Halske AG e della Bergmann EW AG, raggiungendo nel 1966 un numero di occupati pari a 2471 unità (il dato preciso è fornito dalla stessa Gossen), che operano negli stabilimenti di Erlangen, Eschenbach, Berlino e Francoforte. Dal 1970 la ragione sociale dell’azienda diventa Gossen GMBH. A partire dai primi anni Settanta il numero degli occupati comincia a decrescere in concomitanza con la riduzione della produzione di esposimetri esterni e l’inizio dell’implementazione su vasta scala degli stessi all’interno delle fotocamere soprattutto in virtù della tecnologia introdotta (per quanto riguarda gli elementi fotosensibili) prima con l’uso del solfuro di cadmio e poi del silicio: anche in questo nuovo settore la Gossen mantiene comunque una grossa fetta di mercato. Nel 1976 viene chiuso lo stabilimento di Berlino, nel 1988 il numero di addetti si è ulteriormente ridotto a 1233 unità e nel 1990 viene acquisita all’interno del gruppo Gebr. Röchling KG.

gossenQuesta nuovo assetto non incide però sulla tenuta dell’azienda, la cui forza sul mercato è testimoniata dal risultato finanziario relativo alle vendite dell’anno 1991, che assommano ad un valore di 116 milioni di marchi con 900 dipendenti (dati Gossen). Nei primi mesi del 1993 è avvenuta la fusione con la Metrawatt, dando vita alla Gossen Metrawatt GmbH e dal 1997 il settore riguardante la misurazione della luce è diventato autonomo come GOSSEN Foto- und Lichtmesstechnik.

Tags: 1933, CdS, Gossen, Gossen GMBH, Kelvilux, Lunasix, Metrawatt, Ombrux, selenio, silicio, solfuro di cadmio, temperatura colore, termocolorimetro

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