Quest'articolo è stato postato
lunedì 14 novembre 2011 alle 11:04 sotto la categoria Gossen, L'esposimetro.
Puoi seguire ogni risposta attraverso il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
Paul Gossen & Co. – Parte prima: dalla fondazione al CdS

Il primo logo Gossen
La nascita del marchio Gossen risale al settembre 1919, quando l’ingegnere Paul Friedrich Karl Gossen e il socio accomandante Otto Cohn danno vita nella città tedesca di Baiersdorff all’azienda “Paul Gossen & Co. KG, Fabrik elektrischer Messgeräte”, destinata appunto a produrre strumenti di misurazione elettrica. Paul Gosssen era nato nel 1872 e dopo la laurea in ingegneria aveva lavorato inizialmente presso la stessa università e poi, nel periodo precedente alla chiamata alle armi, si era occupato di Raggi-X. Nel periodo successivo al primo conflitto mondiale il settore dell’elettricità vive un momento di grande espansione ed è in questo clima che l’impresa si sviluppa rapidamente, tanto che nel 1921 i sette operai occupati inizialmente sono diventati trentacinque ed avviene il trasferimento nella città di Erlangen alla ricerca di locali più ampi. Negli anni 1924-25 l’azienda vive un momento difficile, dovuto anche alla crisi economica generale che caratterizza quel periodo, momento che viene superato soprattutto in virtù della capacità di innovazione e della qualità dei prodotti che è in grado di esprimere.

Paul Friedrich Karl Gossen
Nel 1929 Otto Cohn lascia la società, sostituito da Rosa Gossen, moglie del fondatore, che vi partecipa con un capitale di 50.000 marchi. Gli anni Venti del Novecento sono anche quelli che vedono l’enorme sviluppo dell’industria fotografica, un periodo in cui l’innovazione tecnologica degli apparecchi è continua, tempi maturi per la realizzazione di veri strumenti scientifici di misurazione della luce in grado di sostituire i sistemi di valutazione empirica dell’esposizione di cui si è ripetutamente parlato. Nel periodo 1931/32 si svolge l’attività progettuale che nella primavera del 1933 porta alla realizzazione del primo esposimetro Gossen, il Photolux, progetto sviluppato in collaborazione con il fisico Bruno Lange. Dopo un’apparizione nel marzo 1933 alla fiera di Leipzig e l’uscita di vari articoli di stampa che ne fanno menzione, il Photolux viene presentato e messo sul mercato nel settembre dello stesso anno come Ombrux. La spiegazione più accreditata riguardo a ciò è relativa al fatto che lo strumento sia stato immediatamente migliorato per consentirgli di funzionare anche in condizioni di luce scarsa, come affermato in un articolo apparso sul numero della rivista Photofreund del 20 settembre 1933, dove l’estensore specifica che anche per questo il nome Photolux è stato cambiato in Ombrux. In tempi più recenti è stato fatto notare (senza poter collegare in alcun modo i due fatti) che dal 1928 al 1935 è esistita a Dresda un’azienda dedicata alla produzione di esposimetri denominata “Photolux Belichtungsmesser GmbH”, della quale però non sono noti prodotti di alcun tipo.

Pubblicità del Photolux
Sta di fatto che Photolux e Ombrux sono all’apparenza del tutto identici, ma presentano alcune diversità tecniche e funzionali di cui si parlerà nell’apposita scheda illustrativa. Uno dei problemi principali incontrati nella realizzazione dell’Ombrux è riferito all’alto costo del selenio, l’elemento fotosensibile alla base dello strumento; pare che Paul Gossen, per ottenere il prezzo più vantaggioso possibile, abbia garantito fin dall’inizio all’azienda produttrice dei sensori, la Electrocell di Berlino, l’acquisto di oltre 100.000 pezzi, procurandoseli in tal modo per 7,50 marchi cadauno. Il prezzo di vendita al pubblico di un Ombrux al momento dell’ingresso sul mercato è di 26,50 marchi. L’espansione commerciale continua, tanto che nel 1934 il numero di addetti è salito a 253, con conseguente allargamento degli spazi occupati. Nel 1936 l’azienda assume la denominazione di Paul Gossen & Co. GmbH e nell’anno successivo apre una rappresentanza a Berlino, istituendo anche un fondo di sostegno, una sorta di assicurazione sociale, in favore dei 333 dipendenti. Nello stesso anno appare l’esposimetro Sixtus, la prima evoluzione dell’Ombrux, strumento più versatile e sensibile, che continuerà ad essere costruito anche nell’immediato dopoguerra in una versione rivista ed aggiornata. Nel 1939 si assiste ad un ulteriore allargamento dello spazio produttivo, contestualmente alla forzata riconversione a scopi bellici di una parte della produzione, circostanza che si protrarrà fino ai primi mesi del 1945. Paul Gossen muore il 30 giugno 1942 lasciando l’azienda nelle mani della moglie e dei tre figli. Nell’agosto 1945 gli stabilimenti vengono occupati dalle forze armate statunitensi, che, verificata la non contiguità della direzione aziendale con il regime nazista, consentono la ripresa immediata dell’attività. Gli addetti sono in quel momento meno di un centinaio, ma la ripresa è di tali proporzioni che nel 1948 assommano già a 900 unità. Dal 1950 in poi è un susseguirsi di modelli sempre più sofisticati e dalla fine degli anni Cinquanta inizia l’implementazione di esposimetri al selenio direttamente su alcuni modelli di fotocamera prodotti dalla Kodak AG di Stuttgart (Retinette Ib, Retina Automatic II , Retina Automatic III, Kodak Instamatic 500) e dalla King di Pforzheim (Regula IIIb e Regula IIId). Nel 1961 la Gossen presenta una novità assoluta, il Lunasix, primo strumento al mondo ad utilizzare una fotoresistenza al solfuro di cadmio (CdS photo resistor). E’ l’inizio di una sorta di “seconda fase” nel percorso evolutivo degli esposimetri fotografici.
Tags: 1933, CdS, esposimetro, Gossen, King, Kodak AG, Kodak Instamatic 500, Lunasix, Ombrux, Paul Gossen, Paul Gossen & Co, Photolux, Regula IIIb, Regula IIId, Retina Automatic II, Retina Automatic III, Retinette Ib, selenio, SixtusPost correlati
Lascia un commento
storiadellafotografia.it usa WordPress








