La fotocamera Closter IIA

La Closter IIA
La Closter IIA

Si tratta, in ordine di tempo, del terzo progetto elaborato dall’azienda italiana Closter (Costruzioni Fotografiche S.r.L.) ed apparso sul mercato nel 1952. E’ una classica realizzazione “modello Leica” che si presenta con un aspetto molto accattivante, di livello certamente superiore rispetto a quelle che sono le sue effettive prestazioni per quanto riguarda ottica ed otturatore. Per valutare l’originalità del progetto vanno comunque evidenziate le interessanti particolarità costruttive, relative al gruppo obiettivo-otturatore e alla procedura di carica e scatto, successivamente descritte. Questa fotocamera è stata realizzata in due diverse versioni, che differiscono soltanto per quanto riguarda la parte cromata superiore, che nel secondo modello è stampata in un pezzo unico. L’esemplare fotografato appartiene alla prima versione ed è databile al 1953 circa.

Caratteristiche  principali

–    Compatta, con inquadratura mediante mirino galileiano.

–    Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.

–    Messa a fuoco su scala metrica (da 1 metro a ∞) mediante scorrimento del gruppo obiettivo/otturatore su vite senza fine, comandato da una leva posta nella parte anteriore destra dell’apparecchio.

La parte superiore dell’apparecchio
La parte superiore dell’apparecchio

–    Il gruppo obiettivo/otturatore è costruito in montatura rientrante e può essere fatto scorrere in posizione di riposo soltanto dopo aver ruotato la messa a fuoco fino a portarla in corrispondenza di una tacca situata oltre la posizione ∞.

–    Quando il gruppo obiettivo/otturatore è in posizione di riposo la leva di messa a fuoco si blocca.

–    Obiettivo fisso Mizar (Anastigmat Closter Mizar) da 50 mm con apertura massima f/4.5.

–    Diaframma a iride posto fra i due gruppi ottici dell’obiettivo con valori f/4.5 – f/5.6 – f/6.3 – f/8 – f/11 – f/16, selezionabili mediante il cursore posto sul lato destro del gruppo obiettivo/otturatore.

–    Otturatore centrale a due lamelle prodotto dalla stessa Closter, con tempi di scatto di 1/25, 1/50, 1/100, 1/200, 1/300, B. La carica avviene mediante una leva posta sul lato sinistro del disco.

–    Quando il gruppo obiettivo/otturatore è in posizione di riposo (cannotto rientrato) l’armamento dell’otturatore è comunque possibile, ma il pulsante di scatto è disattivato.

La barretta rossa visibile nel mirino dopo lo scatto
La barretta rossa visibile nel mirino dopo lo scatto

–    Lo scorrimento della pellicola avviene da sinistra verso destra mediante rotazione in senso antiorario della ghiera di destra.

–    La procedura di ripresa è strutturata in modo da impedire la doppia esposizione. Al momento della carica del rullino lo scorrimento della pellicola si arresta quando è in posizione il primo fotogramma ed è possibile armare l’otturatore e scattare. Al momento dello scatto una barretta di colore rosso si posiziona di traverso all’oculare del mirino per indicare che quel fotogramma è già stato esposto e contemporaneamente viene inibita la possibilità di far avanzare la pellicola verso un nuovo fotogramma. Per consentire lo scatto successivo è necessario azionare la levetta posta sulla parte posteriore dell’apparecchio (accanto all’oculare) portandola dalla posizione B alla posizione S: tale operazione fa sparire dall’oculare la barretta rossa, riattiva l’avanzamento della pellicola e, dopo aver riarmato l’otturatore, è possibile procedere con il secondo scatto. Il passaggio della levetta posteriore da B a S consente anche il riavvolgimento della pellicola.

–    Il contafotogrammi si trova accanto alla ghiera di carica ed è azzerabile manualmente mediante un disco dentato situato accanto al selettore B/S.

5 pensieri su “La fotocamera Closter IIA”

  1. salve, vorrei chiedere un’informazione tecnica. Possiedo una di queste bellissime Closter IIa, era di mio nonno, ma purtroppo ha un problema nel meccanismo interno. Esistono dei manuali o qualche foto del meccanismo interno della macchina in questione per capire se è solo un errore di rimontaggio (eventualmente fatto da altri in passato) o se effettivamente c’è qualcosa di rotto?
    che voi sappiate c’era qualche componente che si rompeva di frequente su queste macchine?
    chiedo inoltre giusto a titolo di curiosità qual’è il valore commerciale di una di questa macchina in buone condizioni.
    Ringrazio anticipatamente chiunque mi risponderà e colgo l’occasione per fare i miei complimenti per il sito.

  2. salve, prima di tutto i miei complimenti per questo sito che ho aggiunto subito tra i miei preferiti, per quanto riguarda la Closter IIa nel mio modello la levetta posta sul retro accanto al mirino ha 3 posizioni marcate(da sinistra vs destra)2, 1 e B.

  3. Buongiorno Aurelio,
    si tratta di una variante più raffinata presente in alcuni esemplari del secondo modello: dalla posizione B alla posizione 1 sparisce la barretta rossa e si riattiva lo scorrimento della pellicola, andando nella posizione 2 si può anche riavvolgere la pellicola.
    Cordiali saluti, grazie per l’apprezzamento.
    Aniceto Antilopi

  4. Buonasera,
    da questo numero non è possibile risalire al modello e di apparecchi Closter ne esistono molte varianti. Ci sono altri nomi o sigle sul corpo macchina?
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

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