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venerdì 16 luglio 2010 alle 10:55 sotto la categoria Nippon Kōgaku: la Nikon.
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La nascita della Nikon
Il logo Nikon
L’esito della Seconda Guerra Mondiale determina un drastico ridimensionamento della Nippon Kōgaku ed è in questo frangente che viene deciso di riconvertire ad usi civili quella che era stata una produzione rivolta quasi esclusivamente al mercato militare.
I primi progetti riguardano una fotocamera biottica 6 x 6 ed una 35 mm a telemetro, ispirandosi evidentemente ai modelli che in quei settori la fanno da padrone, cioè la Rolleiflex, la Contax e la Leica.
La costruzione della biottica sarà poi abbandonata a causa di problemi sorti relativamente all’otturatore centrale a lamelle, mentre nel 1948 viene realizzata un fotocamera a telemetro che, dopo varie ipotesi, è chiamata Nikon; si tratta di un apparecchio molto “somigliante” alla Contax II della Zeiss Ikon, marchio col quale mostra anche nel nome una certa assonanza.
Mentre l’aspetto esteriore è di chiara provenienza Zeiss, la nuova nata presenta una notevole somiglianza con la Leica per quanto riguarda l’otturatore a tendina, che si muove in orizzontale e non in verticale come nella Contax.
Era noto che l’otturatore costituiva uno degli organi più delicati e critici della 35 mm di Dresda e quindi gli ingegneri giapponesi elaborano un progetto che cerca di prendere il meglio dalle due aziende tedesche riuscendo a realizzare un prodotto che effettivamente riscuote un buon successo.
Sempre a proposito di mescolanza si può osservare che l’attacco delle ottiche è realizzato con la baionetta Zeiss, mentre il telemetro presenta delle caratteristiche mutuate sia dalla Contax che dalla Leica.
L’apparecchio è dotato di cinque ottiche intercambiabili, un 35 mm f/3.5, un 50 mm f/3.5, un 50 mm f/2, un 85 mm f/2 e un 135 mm f/4; sono tutte dotate di trattamento antiriflessi; le fotocamere prodotte fino al 1951 portano la dicitura “MADE IN OCCUPIED JAPAN”, che nei primi esemplari appare incisa sul fondello, ma che poi viene spostata sul rivestimento del dorso, in una posizione meno visibile.
La Nikon I fornisce buone prestazioni, sia per l’accuratezza e l’affidabilità della parte meccanica, sia per la qualità delle ottiche; nei primi anni cinquanta tra l’altro la Nippon Kōgaku produce i suoi obiettivi Nikkor anche nella versione per Leica.

La Nikon I
Il primo modello è seguito ad intervalli regolari da altre versioni, sempre a telemetro, che ne costituiscono l’evoluzione (Nikon M, Nikon S, Nikon S2, ecc …): ciò fino al 1959, anno in cui appare la prima reflex, la Nikon F.
Da questo momento ha inizio l’affermazione del sistema fotografico professionale prodotto dalla casa giapponese e la Nikon F sarà prodotta in modelli successivi per vent’anni, fino al 1979.
Si tratta di una delle prime reflex ad essere dotata di un vastissimo parco di ottiche e di una serie completa di accessori, caratterizzandosi in breve come uno strumento adatto a tutte le situazioni di ripresa; è la prima in assoluto ad offrire come optional un motore elettrico per il trascinamento della pellicola.
Accanto al modello Nikon viene realizzata anche la versione Nikkormat.
Sono gli anni in cui l’azienda giapponese, che ha assunto il nome della sua fotocamera, raccoglie una serie di crescenti successi: solo per citarne alcuni si possono ricordare il sistema esposimetrico Photomic, un mito che inizia nei primi anni sessanta, l’otturatore in lega di titanio, il grandangolare basculante per la correzione delle linee cadenti e il modello soprannominato Apollo 15, fornito in versione modificata all’ente spaziale americano.
Il resto è storia recente, un lungo elenco di modelli, di novità progettuali e di successi, dall’analogico al digitale.
Tags: 1917, biottica, Contax, Contax II, Dresda, Leica, Nikkor, Nikkormat, Nikon, Nikon F, Nikon M, Nikon S, Nikon S2, Nippon Kōgaku, Photomic, reflex, Rolleiflex, telemetro, Zeiss IkonPost correlati
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