Categorie

 

Ferrania


Il logo Ferrania

Il logo

Le origini della Ferrania risalgono al 1882 quando a Cengio, in Liguria, sulle rive della Bormida, viene impiantata una fabbrica di dinamite.

Dopo l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel giro di pochi mesi questo impianto, chiamato SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) si ingrandisce a dismisura producendo materiale bellico per il fronte e addirittura è necessario costruire una fabbrica ex novo nel momento in cui, nel 1916, la Russia, a corto di esplosivo in polvere, si rivolge alla SIPE per essere rifornita di miscela di nitrocellulosa.

Nel nuovo impianto, situato nei pressi di Ferrania, i tecnici dello zar Nicola II preparano la polvere per i proiettili dei loro pezzi d’artiglieria fino a quando la Rivoluzione d’Ottobre porta la Russia fuori dal conflitto.

Visto la presenza delle enormi scorte lasciate dai russi si decide immediatamente di riconvertire l’impianto producendo celluloide (nitrocellulosa e canfora), il materiale che costituisce il supporto della pellicola cinematografica.

Già sul finire del 1917, ancora con il conflitto in corso, inizia a costituirsi la società per azioni (Fabbrica Italiana Lamine Milano), a capitale italo francese diviso al 50% fra la stessa SIPE e la di Vincennes, la maggiore fabbrica francese di prodotti sensibili.

L’industria italiana di materiali fotosensibili è ancora agli inizi, non sono presenti aziende di ragguardevoli dimensioni e la fabbricazione di supporti per riprese e stampe è affidata sostanzialmente a due sole aziende, entrambe milanesi, la che produce lastre fotografiche in vetro e la che oltre alle lastre realizza anche carta da stampa e prodotti per cinematografia.

Il futuro però è nella pellicola anche in campo fotografico, infatti di lì a poco (1924) la metterà sul mercato la , apparecchio che darà avvio al definitivo tramonto del vetro.

Pubblicità delle pellicole Cappelli – Ferrania (1930 circa)

Pubblicità delle pellicole Cappelli Ferrania (1932 circa)

Dopo i tempi necessari alla parziale riconversione degli impianti, nell’agosto del hanno inizio le prime prove e dal novembre entra in produzione la pellicola positiva per il cinema.

L’esordio avviene però in un periodo di grande difficoltà per l’industria cinematografica e da subito la FILM si scontra con uno stato di perdurante crisi; nel 1923 la situazione è tale da costringere a vendere in perdita, dal momento che il costo di produzione di un metro di pellicola è di 40 centesimi superiore al ricavo ottenuto dalla vendita.

L’azienda conta già più di cento addetti quando i francesi della Pathè abbandonano l’impresa cedendo gratuitamente la loro quota azionaria al Credito Italiano, che nel frattempo è diventato proprietario della SIPE, anche quest’ultima in una situazione economica molto compromessa.

L’ingegner Franco Marmont viene designato come presidente ed amministratore delegato ed è la sua strategia commerciale (riduzione del prezzo, con ulteriore aumento iniziale delle perdite finalizzato però alla crescita della vendita e alla riduzione dei costi di produzione) che consente nel giro di due anni di sistemare il conto economico della società.

Nel frattempo la pellicola sta diventando un bene di consumo di massa e la produzione si allarga alle lastre radiografiche, al formato cineamatoriale da 16 mm, alla carta fotografica, ai rulli di vari formati e soprattutto ai rullini 35 mm.

Nel 1932 la FILM assorbe la Cappelli, sotto il cui marchio commercializzava i suoi prodotti, e assume la denominazione di Fabbriche Riunite Prodotti Fotografici Cappelli e Ferrania o Film Cappelli-Ferrania.

L’azienda vive un periodo di espansione durante il quale i dipendenti sono circa 500: si verificano due passaggi di proprietà e viene assorbita anche l’altra fabbrica milanese, la Tensi.

Lo stabilimento occupa ora una superficie di circa 90.000 metri quadrati ed il pacchetto azionario è di proprietà della torinese Ifi.

Nel 1936 ha inizio la produzione di pellicola per infrarosso e nello stabilimento di Milano comincia la costruzione di apparecchi fotografici; nel 1938 la ragione sociale viene cambiata in Ferrania.

Dopo i difficili anni della guerra, durante i quali è stato approntato un impianto per la produzione del nitrato d’argento, l’attività riprende in pieno e nel 1947 appare la pellicola Ferraniacolor, il primo supporto europeo a colori; nel 1949 viene prodotto un nuovo supporto negativo per il cinema, il Cine C7.

Continua anche la produzione di fotocamere per pellicola 35 mm e alcune per pellicola in rullo 120; si tratta in gran parte di modelli caratterizzati da grande sempicità d’uso e destinati quindi ad utilizzatori non esperti che comunque in alcuni casi (come per esempio la ) mostrano caratteristiche ottico meccaniche di ottima qualità.

Una confezione di pellicola bianconero in filmpack di formato 9 x 12 (scadenza 1958)

Una confezione di pellicola bianconero in filmpack di formato 9 x 12 (scadenza 1958)

La parte preminente della produzione Ferrania è comunque relativa ai materiali fotosensibili e agli articoli per il loro trattamento, settore nel quale l’azienda si è mostrata sempre all’altezza delle maggiori industrie a livello mondiale.

Nel 1964 il pacchetto azionario Ifi – Fiat passa al gruppo americano di St. Paul, Minnesota e nasce la Ferrania – .

Inizia un periodo nuovo nel quale la sfida commerciale si allarga a livello mondiale e si gioca in gran parte sull’innovazione tecnologica continua; per quanto riguarda la pellicola fotografica va rilevato che è la a lanciare sul mercato, nel 1981, la pellicola invertibile da 640 Asa, la più sensibile fino a quel momento realizzata.

Successivamente produce la linea di pellicole a colori Scotch e più di recente quelle col marchio Solaris™, utilizzato anche per le fotocamere digitali.

Tags: , , , , , , , , , ,

10 Responses a “Ferrania”

  • [...] fra difficoltà e riconversioni e della quale si può conoscere un pò di storia in questo sito dedicato alla fotografia. Scatola per film [...]

  • [...] on feb 15, 2012 • 12:50 Nessun commento La Euralux 34 è una macchina compatta prodotta dalla Ferrania nel 1961. Monta il formato 127 (3×4 cm), ormai quasi introvabile. Completamente in plastica ha [...]

  • francesco buscema scrive:

    posseggo un macchina fotografica ferrania 6 x 6, comprata nel 1948. Quanto può valere?

  • Buongiorno,
    avrei bisogno di sapere di quale modello si tratta. Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  • alessandro scrive:

    sto cercando una lampada di ricambio per un proiettore per diapositive ferrania rocket 3

    qualcuno mi può aiutare?

  • mario scrive:

    possiedo un proiettore diapositive fer-color primo modello funzionante. Mi potete dire quanto può valere sapendo che il cartoncino che funge da schermo non è in condizione ottimali. Grazie

  • Buongiorno,
    dare una valutazione senza vedere un oggetto è sempre un po’ azzardato, direi comunque attorno agli 80-90 euro.
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  • Ale scrive:

    salve sono in possesso di un proiettore per bobina FERRANIA 3M 5042 ZOOM, in ottime condizioni.
    Quanto viene valutato?

  • Alberto scrive:

    hey, ciao.. vi chiedo un grandissimo favore.. sapreste dirmi a quanto protrei vendere una Ferrania 10.5? un tizio mi ha proposto 40€ non gli ho risposto ancora e sinceramente non mi piace farmi impaccare..vorrei allegarvi delle foto ma non ci riesco! si tratta di una FERRANIA 10.5 completa di custodia.. gli unici annunci in circolazione di questo attrezzo sono i miei.. all’improvviso sto tizio mi dice che non vale quanto chiedo e che sarebbe disposto ad acquistarla per 40€.. cosa devo fare? grazie per l’aiuto :)

  • Buonasera Alberto,
    mi pare di capire che si tratti della fotocamera box che la Ferrania produsse subito dopo aver acquisito la Filma. Per esserne sicuro vorrei però vedere una foto: può inviarmela all’indirizzo mail antilopi@libero.it
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

Lascia un commento


 
storiadellafotografia.it usa WordPress