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sabato 12 dicembre 2009 alle 11:12 sotto la categoria Eastman Kodak Company (George Eastman e la Kodak).
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La Eastman Kodak Company: i primi cinquant’anni.
George Eastman nasce a Waterville, nello stato di New York, il 12 luglio 1854.
A cinque anni si trasferisce con la famiglia a Rochester, sempre nello stato di New York e, a seguito dell’improvvisa morte del padre, la madre si trova nella necessità di mandarlo a lavorare quando ha quattordici anni essendosi venuta a trovare in difficoltà economiche.
George ha due sorelle, di cui una affetta da un handicap abbastanza grave, e anche per questo deve lasciare la scuola dove tra l’altro, è stato giudicato “non particolarmente dotato”.
Si impiega presso una compagnia di assicurazioni per 3 dollari la settimana e nel frattempo, la sera, frequenta una scuola di ragioneria perchè è sua intenzione lavorare in banca, impiego che ottiene effettivamente nel 1874 vedendo in tal modo triplicato il suo stipendio.

George Eastman ritratto a Parigi nel 1890 dal figlio di Nadar
Nel 1878 progetta un viaggio a Santo Domingo e viene convinto da un collega a dotarsi di un’attezzatura per poter riprendere fotografie; è così che acquista un’enorme fotocamera con cavalletto e tutto l’armamentario per la preparazione e lo sviluppo delle lastre al collodio umido (sistema peraltro già all’epoca superato), spendendo in più 5 dollari per frequentare il corso sull’uso delle lastre stesse.
Dirà poi che “… era abbastanza per caricare la soma di un cavallo…” e così decide di non partire per Santo Domingo, ma di cercare di rendere più semplice e facilmente utilizzabile il sistema di preparazione del supporto sensibile con cui riprendere fotografie.
Prendendo come punto di partenza una ricetta trovata su un giornale inglese, si mette al lavoro utilizzando come laboratorio la cucina di sua madre e nonostante le immaginabili condizioni di difficoltà e precarietà in cui si trova ad operare, in breve tempo è in grado di produrre un’emulsione fotosensibile.
Nell’anno successivo, dimostrando da subito la creatività e l’iniziativa commerciale che saranno le sue principali caratteristiche, inventa una macchina per la produzione in serie di lastre al collodio secco (dry plates) e si reca in Inghilterra per brevettarla.
Ritornato a New York nel 1880, affitta un loft in un edificio di Rochester per poter dare inizio alla relativa produzione a livello commerciale: è l’avvio della storia Kodak.
Nell’anno successivo l’attività è talmente promettente che viene fondata la Eastman Dry Plate Company, impresa commerciale che al momento dell’apertura conta già sei dipendenti e che soltanto due anni dopo si è talmente allargata da doversi trasferire in un edificio di quattro piani, al 343 di State Street.
Lo sviluppo dell’azienda è così rapido che nel 1884 si trasforma in una Società per Azioni e nel 1885, dopo soltanto quattro anni dalla fondazione, apre il primo ufficio vendite a Londra.
Nel 1888 lo stesso George Eastman crea la denominazione commerciale “Kodak“.
A tale proposito egli affermerà successivamente che la “K” era sempre stata la sua lettera preferita (forse anche in quanto iniziale del cognome di sua madre, Maria Kilbourn) e che aveva provato a coniare diversi marchi tutti con la K, sia come iniziale che finale; ancora una volta viene alla luce il suo genio commerciale che lo spinge ad inventare una parola semplice ed incisiva, facile da pronunciare e da ricordare in tutte le lingue del mondo.
Il nuovo marchio serve per lanciare la prima fotocamera, oggetto che segna l’inizio di una politica commerciale completamente diversa da quella delle aziende produttrici degli apparecchi in quel momento sul mercato, una politica tesa a rendere la ripresa fotografica il più semplice possibile in modo da farla diventare un fenomeno di massa.
Dirà poi di aver capito che quello che doveva fare era rendere la fotografia … an everyday affair … e anche …to make the camera as convenient as the pencil…
La nuova macchina è estremamente maneggevole e può riprendere ben cento immagini circolari; una volta terminati gli scatti la fotocamera deve essere rispedita alla Kodak che provvede allo sviluppo e alla stampa.
Le foto stampate e la fotocamera ricaricata vengono poi restituite al proprietario, realizzando sul piano pratico il suo motto più famoso “You press the button, we do the rest” (Voi premete il bottone, noi facciamo il resto).
Da questo momento la serie di innovazioni nei materiali sensibili e negli apparecchi è pressoché ininterrotta: nel 1889 viene lanciata, in collaborazione con H.M. Reichenbach, la prima pellicola per diapositive a base di cellulosa e uno dei primi utililizzatori è lo scienziato Thomas Alva Edison, che con questo prodotto sviluppa l’idea della telecamera.
Nel 1890 viene prodotta la prima macchina a soffietto, la Folding Kodak Camera.
Nel 1891 (sono passati dieci anni dalla fondazione) viene inaugurato ad Harrow, in Gran Bretagna, il primo stabilimento Kodak al di fuori degli Stati Uniti che assume la denominazione di Kodak Ltd.
Il documento sul quale è scritta la formula segreta dell’emulsione per pellicole viene strappato in tanti pezzettini e spedito alla nuova fabbrica all’interno di buste separate; nello stesso anno viene presentato il progetto di quella che sarà una vera e propria rivoluzione nel mondo della fotografia, cioè la prima macchina fotografica con la pellicola all’interno di un caricatore, il rullino.
Per la prima volta è possibile caricare l’elemento fotosensibile alla luce del sole.
Nel 1895 viene prodotta la prima fotocamera tascabile e nel 1896, un anno dopo la scoperta dei raggi X, la Kodak mette sul mercato la prima pellicola per radiologia.
Nel 1898 la progenitrice delle macchine a rullino viene messa in commercio, è la Folding Pocket Kodak Camera.
Nel 1900 viene presentata la Brownie, un marchio che accompagnerà la produzione Kodak per quasi settant’anni; l’apparecchio è venduto al prezzo di un dollaro, in coerenza ancora una volta con l’intento di George Eastman di diffondere al massimo la pratica della fotografia.
Nel 1901 viene costituita la la Eastman Kodak Company of New Jersey.
Kodak diviene fornitore ufficiale della corte britannica: la regina Alexandra è un’appassionata fotografa amatoriale e prende parte anche ad alcune delle mostre sponsorizzate dalla Kodak stessa.
Nel 1905 viene aperta la prima filiale italiana; nel 1907 l’azienda impiega quasi 5000 addetti.
Nel 1908 i laboratori Kodak sviluppano il progetto della prima pellicola non infiammabile (safety film), data importante in quanto le pellicole prodotte fino a quel momento erano estremamente pericolose e anche soltanto la brace di una sigaretta era sufficiente a provocare un disastro.
Negli anni 1911-1912 viene attrezzato a Rochester il primo laboratorio per lo sviluppo e la stampa, e ne viene affidata la responsabilità ad un chimico inglese, il dottor Mees.
A questo proposito si racconta (è uno degli innumerevoli aneddoti su George Eastman) che un giorno Mees, che aveva trent’anni, chiese al capo se uno con la sua età non fosse troppo giovane per dirigere un laboratorio, al che Eastman, che ne aveva intuito le capacità, rispose “Questo è un problema che si risolve a poco a poco, ogni giorno”.
Nel 1914 Kodak presenta la prima fotocamera Autographic.
Si tratta di un apparecchio, il primo di una serie, che presenta sul dorso una finestrella apribile attraverso la quale, con un apposito stiletto metallico in dotazione, è possibile aggiungere alla pellicola esposta delle diciture (soprattutto la data) che dopo lo sviluppo risultano visibili sull’immagine.
Durante la Prima Guerra Mondiale Kodak realizza apposite macchine fotografiche destinate alle riprese aeree ed addestra in prima persona i fotografi dell’esercito americano.
Nel 1919 Eastman, che fin dai primi anni distribuisce una quota dei dividendi a tutti i dipendenti, cede al suo personale un terzo delle azioni della Società.
Nel 1920 crea un apparecchio fotografico dedicato all’odontoiatria e negli anni successivi fonda cliniche odontoiatriche per bambini poveri a Rochester, Londra, Parigi, Bruxelles, Stoccolma e Roma; appassionato musicofilo finanzia una scuola di musica e un’orchestra sinfonica.
Nel 1923 nasce la Cine Kodak Motion Picture Camera caricata con pellicola invertibile da 16 mm.
Nel 1924 viene istituito un fondo di due milioni di dollari per sostenere lo studio universitario dei neri d’America.
Nel 1926 viene prodotta la prima pellicola in bianco e nero pancromatica, cioè sensibile a tutti i colori dello spettro solare, rosso compreso, e nel 1928 viene presentato sia il sistema a pellicola sottile da 16 mm Kodacolor, per uso amatoriale, sia creata la prima macchina per micro-fiche, studiata appositamente per una banca newyorkese al fine di permettere l’archiviazione semplificata dei documenti.
Ancora nel 1928 viene messa sul mercato la Kodak Vanity, “The modern camera for the modern girl” realizzata in vari colori e venduta con portarossetto e portacipria della stessa tonalità; il caso della “Vanity” è l’ennesima conferma della politica commerciale Kodak, tesa a produrre oggetti belli e intriganti che puntano non tanto sulle qualità tecniche (ottiche e/o meccaniche), ma sull’attrazione suscitata nel cliente e sulla facilità d’uso.
Un altro caso eclatante era stato, qualche anno prima, quello della Vest Pocket Autographic, un piccolo apparecchio per pellicola 127 Autographic, dotato di un obiettivo abbastanza modesto e di regolazioni di ripresa elementari, ma che veniva commercializzato in un borsello di pelle che era a sua volta contenuto in una scatolina rivestita in raso nero con bordature rosse e il monogramma VPAK (Vest Pocket Autographic Kodak) impresso in color oro.

George Eastman, a sinistra, con Thomas Alva Edison
A proposito di facilità d’uso va detto che buona parte dei modelli prodotti (folding, brownie, autographic, cartridge, ecc…) portano indicazioni inequivocabili per consentire la ripresa di immagini anche a fotografi del tutto inesperti; tali indicazioni non sono esposte con terminologia o simbologia tecnica (tempi di scatto, diaframmi, profondità di campo), ma con l’esplicitazione delle condizioni di ripresa più comuni (ritratto, nuvole, luce brillante, ecc..), termini molte volte impressi in serigrafia sui frontali e sugli otturatori delle fotocamere stesse.
Questo non significa che la produzione Kodak sia caratterizzata esclusivamente da fotocamere di bassa qualità, dal momento che vengono anche costruiti innumerevoli modelli per uso professionale di alto livello, dotati in gran parte di obiettivi ed otturatori prodotti dalla Bausch & Lomb.
Soltanto a titolo di esempio relativamente alla varietà di apparecchi prodotti, si può citare l’anno 1929, in cui vengono messi sul mercato 26 modelli di fotocamere.
Nel 1932 nasce il sistema di pellicole cinematografiche amatoriali da 6 mm.
Sino ad allora lo sviluppo delle pellicole era estremamente costoso e quindi riducendo il formato della pellicola viene contenuto anche il costo del trattamento; il miglioramento dell’emulsione consente inoltre di mantenere un’elevata qualità dell’immagine.
A 77 anni, il 14 marzo 1932, George Eastman, gravemente malato, decide di porre fine alla sua vita poiché lo stato di salute in cui versa gli impedisce ormai di condurre una vita normale.
Scompare uno dei più grandi geni imprenditoriali di tutti i tempi, oltre che un promotore dei diritti umani, della cultura e della salute.
Lascia scritto “Ai miei amici: il mio lavoro è compiuto. Perché attendere oltre?”
In quell’anno il gruppo Kodak conta 20.000 dipendenti.
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6 Responses a “La Eastman Kodak Company: i primi cinquant’anni.”
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Eccellente
Ciao Bibi,
grazie per l’apprezzamento.
Continua a seguire il sito, mi interessa molto il tuo parere.
A presto
Aniceto
scopro sempre con piacere questa documentazione ; è veramente molto interessante seguirò gli ulteriori sviluppi del sito
grazie
Grazie per i commenti, pubblicheremo ancora materiale sulla storia della Kodak e sulle sue fotocamere.
Il parere di chi visita il sito è sempre più che benvenuto.
Aniceto Antilopi
Complimenti.
Grazie !!
Cordiali saluti
Aniceto Antilopi