Étienne Jules Marey

Marey in età matura
Marey in età matura

Classificare come fotografo un personaggio come Étienne Jules Marey può apparire improprio e riduttivo, sta di fatto comunque che nella sua vita di studioso la fotografia ha avuto un ruolo di primo piano.

Nasce in Francia, a Beaune, il 5 marzo 1830, figlio di un commerciante di vini.

Portato per gli studi scientifici, a 19 anni si iscrive all’Università di Parigi e a 29 si laurea in fisiologia con una tesi riguardante la circolazione del sangue.

Da questo lavoro, incentrato anche sulla registrazione grafica della meccanica cardiaca, egli inizia ad allargare i propri interessi a tutte le forme di movimento, non solo in campo medico (circolazione sanguigna, respirazione, contrazione muscolare), ma anche al galoppo dei cavalli e al volo degli uccelli, così che a scopo di studio inventa vari strumenti, alcuni dei quali tesi alla registrazione fotografica dei movimenti.

Illustrazioni sull'uso del fotofucile
Illustrazioni sull'uso del fotofucile

Dal 1869 è titolare della cattedra di Histoire naturelle des corps organisés al Collège de France e dal 1878 è membro dell’Accademia delle Scienze.

La necessità di studiare il movimento degli animali lo porta, nel 1882, a progettare un apparecchio che gli consente di effettuare riprese fotografiche in sequenza rapida: lo strumento assomiglia molto ad un normale fucile da caccia, ma è caricato con lastre fotografiche circolari oppure ottagonali che ruotano in una camera oscura, mentre la canna contiene l’obiettivo.

La descrizione di questa curiosa “arma” è pubblicata dallo stesso inventore nella rivista La Nature del 22 aprile 1882, in un articolo nel quale egli spiega di essere riuscito “ …a costruire, con le dimensioni di un fucile da caccia, un apparecchio che fotografa 12 volte al secondo l’oggetto mirato; ogni immagine richiede, come tempo di posa, soltanto 1/720 di secondo.

La canna di questo fucile è un tubo che contiene un obiettivo fotografico (…) quando si tira il grilletto del fucile il meccanismo si mette in moto …”; ciò fa di questo strumento anche un precursore delle riprese cinematografiche.

Sequenza di volo ripresa da Marey
Sequenza di volo ripresa da Marey

Uno dei primi esperimenti di ripresa con il fotofucile avviene a Napoli, dove Marey cerca di fotografare sequenze di volo dei gabbiani.

La somiglianza della sua macchina fotografica con un vero fucile è tale che dopo un po’ di tempo gli viene affibbiato il soprannome di “matto di Posillipo” da quelle persone che lo vedono mirare ripetutamente agli uccelli senza mai sentire la fucilata, che non vedono cadere animali colpiti e soprattutto che dopo tali azioni lo osservano mentre rientra apparentemente molto soddisfatto del bottino.

Il limite più evidente di tale fotocamera sono le dimensioni del supporto sensibile, in quanto dopo pochi secondi la lastra risulta già completamente esposta ed è necessario sostituirla.

Il problema viene superato dopo alcuni anni, quando vengono messi in commercio i rulli di carta fotosensibile, soluzione studiata da Leon Warnerke già dal 1875 ed applicata a livello industriale dalla neonata Eastman Dry Plate Company (la futura Kodak) dal 1887.

Il fucile fotografico di Marey
Il fucile fotografico di Marey

Il 29 ottobre 1888 Marey può annunciare all’Accademia delle Scienze:

Ho l’onore di presentare oggi una striscia di carta sensibile sulla quale è stata ottenuta una serie di immagini in ragione di 20 al secondo”.

Il nuovo apparecchio, evoluzione del fotofucile, è il cronofotografo a pellicola, uno strumento che è di fatto una macchina da presa, dotata di un otturatore a disco che espone la pellicola ogni volta che il trascinamento di questa si arresta, evento che si verifica appunto 20 volte al secondo.

Nel 1893 lo stesso Marey sperimenta il relativo proiettore di immagini e ormai siamo al 1895 quando i fratelli Lumiere presentano il Cinematografo.

Immagini di fumo
Immagini di fumo

Questo studioso, autore fra l’altro di una lunga serie di pubblicazioni mediche dedicate in gran parte al sistema circolatorio, dedica la vita all’esame di ogni forma di movimento, dalla circolazione sanguigna alla locomozione umana, dagli spostamenti di oggetti o di fluidi alle cadute dei corpi, dall’aeronautica fino al comportamento del fumo, che riprende fotograficamente in una galleria aerodinamica da lui costruita realizzando immagini di grande effetto e di notevole valore estetico.

E’ spesso associato a Eadweard Muybridge relativamente alle prime esperienze di studio del movimento mediante la fotografia, anche se, come si è visto, l’approccio dei due è completamente diverso, essendo Marey uno scienziato nel senso più pregnante del termine.

Muore a Parigi il 15 maggio 1904.

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