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venerdì 20 novembre 2009 alle 12:20 sotto la categoria I tecnici, Il soffietto.
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W. & W.H. Lewis: il soffietto

Una fotocamera a soffietto Tudor n° 4 del 1905 circa
William Lewis nasce 1791 a Pontypool, Monmouthshire, nel sud del Galles e nel 1831 emigra negli Stati Uniti assieme ai suoi otto figli.
Verso la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento (la data non è nota), assieme al figlio maggiore William Henry apre un’attività per la costruzione di fotocamere da dagherrotipo e di altre attrezzature legate al procedimento fotografico dagherrotipico.
Il laboratorio si trova a Manhattan, al 142 di Chatham Square, l’azienda è denominata “W. and W. H. Lewis” e vi lavora anche un secondo figlio, Henry John.
La fotografia evidentemente ha rappresentato una vera occasione di svolta per la famiglia Lewis, se si considera che un terzo figlio, Richard, svolge attività di fotografo mentre la figlia Jennie è sposata con il dagherrotipista Alonzo J. Drummond.
Nel 1851, quando ormai la tecnica messa a punto da Daguerre ha imboccato il viale del tramonto, l’azienda introduce una variante nell’apparecchio da ripresa, applicando un soffietto di stoffa per collegare, mantenendo l’oscurità all’interno, la parte posteriore dove è posizionata la lastra fotosensibile alla parte anteriore dove è fissato l’obiettivo.
Tale soluzione consente alla parte posteriore di muoversi rispetto a quella anteriore e di realizzare in tal modo la messa a fuoco; fino a quel momento infatti la fotocamera è costituita da due cassette di legno che scorrono una dentro l’altra.
Pare che la realizzazione pratica del prototipo di questo dispositivo sia dovuta alla signora Lewis, che lo realizza in taffeta nero.
Il brevetto che l’azienda ottiene nel 1851 (US 8513) riguarda non solo tale modifica, ma anche una variante finalizzata a rimuovere più rapidamente il vetro smerigliato di messa a fuoco e a sostituirlo con la lastra argentata per effettuare la ripresa.
In sede di brevetto si dice che il soffietto renderà la vita più facile ai fotografi, diventando la fotocamera molto più compatta e leggera, … particularly for packing in transit and for travelling operators…
I Lewis, nello stesso periodo e soprattutto negli anni successivi, brevetteranno molte altre invenzioni o modifiche relative agli apparecchi o ai loro accessori (treppiede, visore stereo, ingranditore, otturatori, ecc …), ma è principalmente l’idea del soffietto quella che li inserisce a pieno titolo nella storia della fotografia, anche se di fatto si tratta di personaggi tutto sommato poco noti rispetto ai grandi nomi che segnano la nascita e l’evoluzione delle fotocamere.

Fotocamera a soffietto ADOX Golf del 1954, prodotta a distanza di mezzo secolo dalla Tudor
Va rilevato infatti che in questo caso la notorietà degli inventori è inversamente proporzionale all’enorme diffusione dell’invenzione, un componente che, consentendo di variare la lunghezza della camera oscura e quindi di mettere a fuoco, non verrà più abbandonato e sarà applicato a milioni di fotocamere dei più diversi formati, dalle lastre di dimensioni più grandi fino alla pellicola da 35 mm.
Deve anche essere sottolineata la longevità del soffietto, in quanto fino al secondo dopoguerra è continuata la produzione di macchine fotografiche di medio formato dotate di tale soluzione tecnica, che peraltro continua ad essere utilizzata su apparecchi da ripresa di grande formato o su ingranditori.
L’azienda della famiglia Lewis è stata una delle magggiori produttrice di apparecchi dagherrotipici negli Stati Uniti e la sua attività è continuata in altre forme e con altri tipi di prodotto fin quasi al 1900.
Fonte: www.cmp.ucr.edu
Tags: 1851, dagherrotipo, Daguerre, fotocamera, messa a fuoco, soffietto, William LewisPost correlati
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