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domenica 25 ottobre 2009 alle 13:35 sotto la categoria Voigtländer.
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Voigtländer
La Voigtländer è la più antica fra le aziende costruttrici di fotocamere.
Viene fondata a Vienna nel 1756, cioè 83 anni prima della data di nascita “ufficiale” della fotografia, da Johann Christoph Voigtländer, come fabbrica di strumenti ottici e meccanici di precisione.
Gli strumenti ottici consistevano essenzialmente in microscopi, binocoli e cannocchiali.
Trattandosi di un’azienda che già dal 1763 godeva del favore e della protezione statale, era autorizzata a produrre anche strumenti di misurazione.
Nel 1840, pochi mesi dopo l’annuncio della scoperta della fotografia, è la prima a dedicarsi al nuovo genere di industria costruendo una fotocamera per dagherrotipo.
Rispetto all’apparecchio Daguerre-Giroux, ovviamente protetto da un brevetto (ogni esemplare era addirittura firmato), la Voigtländer progetta uno strumento da ripresa del tutto diverso, messo in commercio a partire dal 1841.
E’ dotato del primo obiettivo calcolato matematicamente, costituito da uno schema ottico elaborato da Josef Maximilián Petzval.
La costruzione di questa “Ganzmetallkamera” prosegue per circa vent’anni e ad essa viene affiancata la produzione di lenti per obiettivo.
Lo schema ottico Petzval sarà in auge almeno fino alla fine degli anni Settanta del XIX secolo, quando verrà progressivamente soppiantato dal Rapid Rectilinear.
Nel 1862 la produzione di lenti per obiettivo raggiunge le 10.000 unità.
Nel 1898 l’imperatore d’Austria concede il titolo nobiliare a Peter Wilhelm Friedrich Voigtländer.
Nel 1900 viene lanciata la “Reise Kamera” (fotocamera da viaggio).
La fotografia è ormai largamente diffusa, sono nate nel frattempo parecchie delle industrie che segneranno poi la storia delle macchine fotografiche e quindi la Voigtländer sente la necessità di rientrare sul mercato non solo con componenti e lenti da obiettivo, ma anche con propri apparecchi.
Da quel momento inizia un percorso che la porterà ad essere una delle aziende leader a livello mondiale anche nelle fotocamere, soprattutto per le innovazioni meccaniche e ottiche studiate e realizzate nei propri stabilimenti.
Dal 1900 al 1940, anno in cui l’industria tedesca deve affrontare la situazione di crisi determinatasi a seguito dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la Voigtländer sforna 35 modelli di fotocamere, alcune delle quali sono entrate nella storia e a volte nel mito della fotografia.
Si possono citare la Avus (folding a lastre costruita dal 1914 al 1934), oppure la Bergheil, altra folding a lastre che negli anni Venti è il modello di punta, prodotta in quattro diversi formati dal 1918 al 1936.
Nel 1925 si trasforma da azienda familiare in società per azioni.
Nel 1929 la maggioranza azionaria è in mano alla Schering AG, un’azienda chimica che produce anche trattamenti per fotografia e che inizia a commercializzare i suoi prodotti con il marchio Voigtländer.

La Bessa I (1930 circa)
Nel 1929 appare la Bessa, che sarà costruita fino al 1955 in una infinità di varianti, formati e tipi di materiale sensibile e nel 1931 la Perkeo, per pellicola in rullo 120, prodotta fino al 1957.
Dello stesso anno è la Jubilar, una folding per rullo 120 che va ricordata non tanto per le particolari caratteristiche o prestazioni, ma in quanto prodotta nel 175° anniversario della fondazione dell’azienda.
Nel 1932 appare la Superb, una biottica costruita per rispondere agli analoghi modelli lanciati dalla Franke & Heidecke (Rolleiflex) e dalla Zeiss Ikon; nel 1935 esce una seconda biottica, la Brillant.
Dal 1939 progetta la Vito, la sua prima fotocamera 35 mm, che a causa della guerra sarà messa in commercio soltanto dai primi anni Cinquanta e sarà prodotta, con numerose varianti, fino al 1971.
Nel 1955 la produzione di obiettivi raggiunge i 4.000.000 di unità.
Nel secondo dopoguerra, oltre ai modelli già in produzione sono da citare la Prominent, la Vitessa, la Vitomatic, la Bessamatic.
Nel 1963 la Dynamatic, la prima 35 mm automatica e nel 1965 la Vitrona, la prima con flash incorporato.
Analogo discorso per gli obiettivi.
Il più noto è senza dubbio l’Heliar, studiato nel 1900 da Carl August Hans Harting: viene prodotto in diverse successive versioni con prestazioni assolutamente eccellenti, come il Color Heliar montato sugli ultimi modelli di Bessa.
Altri obiettivi, tutti di alta qualità sono il Dynar, il Kollinear e lo Skopar, anche in versione Color Skopar.
Una pietra miliare nella storia dell’ottica fotografica rimane lo Zoomar, che nel 1959/60 è il primo obiettivo zoom intercambiabile.
Nel 1972 si fonde con la Zeiss Ikon (Zeiss Ikon/Voigtländer), ma ormai la concorrenza giapponese è troppo forte.
Nel 1974 diventa parte della Rollei e dal 1987 le fotocamere con il suo marchio vengono prodotte dalla Ricoh e dalla Chinon.
Nel 1994 viene chiuso l’ultimo reparto dello stabilimento di Braunschweig e l’anno successivo la Ringfoto acquista il marchio.
Nel 1999 la Cosina lancia una 35 mm a mirino chiamandola Bessa I.
Il marchio esiste ancora e appare su fotocamere compatte e digitali prodotte da Ricoh e Chinon.
Nel 2006 ha compiuto 250 anni.
Tags: 1756, avus, Bergheil, Bessa, Brillant, dagherrotipo, Daguerre-Giroux, Franke & Heidecke (Rolleiflex), Ganzmetallkamera, Heliar, Josef Maximilián Petzval, Jubilar, Rapid Rectilinear, Skopar, Superb, Vito, Voigtländer, Zeiss IkonPost correlati
4 Responses a “Voigtländer”
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Mi sono imbattuto solo oggi in questo blog e l’ho divorato. Ottimo lavoro.
Ho una Bessamatic, una Rollei 35s, diverse Agfa alcune Olympus OM che ancora mi accompagnano e sono un assoluto sostenitore della pellicola e della qualità e spessore che si ottiene con macchine piu’ o meno d’epoca.
Mi sono iscritto al tuo rss e di certo non manchero’ di ripassare da qua.
Grazie, siamo più che felici di sapere che il nostro lavoro venga così apprezzato.
Torna pure quando vuoi a commentare,criticare e impreziosire i nostri articoli.
Ciao vi scrivo per sapere se è possibile il valore della mia macchinetta fotografica :
Agfa bessa voiglander
Anno di costruzione 1932
Obbietivo skopar 6×9 millimetri.
Grazie
Buonasera,
dare un valore ad una fotocamera d’epoca senza vederla non è facile, in quanto non è possibile verificarne le condizioni di conservazione e di funzionamento. Quindi le fornisco dei valori indicativi, che, per una Voigtländer Bessa del 1932, vanno da un minimo di 30/40 a un massimo di 100/120 Euro.
Non mi è chiaro il riferimento all’Agfa.
Cordiali saluti
Aniceto Antilopi