Il modello 3A è stato prodotto dalla Ansco nei formati Box, Buster Brown,
Folding, Folding Buster Brown e Speedex a partire dal 1908.
Nel modello Folding la struttura del corpo macchina è in legno mentre il dorso e la piastra anteriore sono in alluminio; è ricoperta con pelle di colore nero.
L’esemplare fotografato è databile al 1914 circa.
Caratteristiche principali
- Folding di tipo classico
- Formato del negativo 3¼ x 5½ inch (8,3 x 14 cm)
- su pellicola in rullo 18A/18B Ansco
- su pellicola in rullo 122 Kodak
- su lastra di vetro con l’uso di un apposito dorso
- Inquadratura con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale
- Messa a fuoco su scale espresse in metri oppure in feet, a loro volta suddivise per pellicola e per lastra Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1914, ANSCO, Ansco Anastigmat, Folding, Ilex Optical Company, Rochester
Leggi i commenti (0)Lo studio fotografico parigino Reutlinger è stato uno fra i più famosi e longevi di sempre.
Viene fondato nel 1850 dal francese di origini tedesche Charles Reutlinger; si caratterizza ben presto per la ricchezza e l’eleganza dei suoi fondali e dei suoi allestimenti scenografici, dei quali fanno parte arredi quali alberi di palme, colonne di ispirazione classicheggiante, tappeti, arazzi, scalinate.
Non a caso diventa uno degli studi specializzati in fotografie di artisti e persone di spettacolo, soprattutto attrici, ballerine e cantanti d’opera; frequentano l’atelier anche eleganti signore, principalmente in virtù della capacità del fotografo di far apparire nella giusta luce ed evidenza gli abiti e le acconciature.
In alcuni casi è lo studio che richiede come modelle donne affascinanti disposte a farsi fotografare, che vengono trovate alle Folies Bèrgeres, alla Comedie Français o all’Opera Bouffe; passano per l’atelier Reutlinger anche rappresentanti del mondo della cultura e dell’arte, compositori e uomini politici.
Fra i ritratti più conosciuti eseguiti negli anni Sessanta e Settanta del XIX secolo troviamo quelli di Giuseppe Verdi e di un gran numero di famose soprano, quali Adelina Patti, Nellie Melba, Lina Cavalieri, Sigrid Arnoldson e altre.
Nel 1880 Charles Reutlinger cede l’attività al fratello Emile che nel 1883 associa a sé anche il figlio Léopold Emile, nato nel 1863 in Perù, che rientra a Parigi proprio per aiutare il padre nella conduzione dell’atelier fotografico.
Léopold Emile porta avanti da solo lo studio a partire dal 1890, dando progressivamente all’attività un taglio di tipo più commerciale; continua comunque a preferire i ritratti di persone note, attori e attrici, ballerine, cantanti e stelle del teatro, le cui immagini però sono prodotte soprattutto in funzione della vendita al vasto pubblico degli ammiratori e dei collezionisti. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1850, Charles Reutlinger, Giuseppe VerdiLe origini della Ansco risalgono al 1842 quando viene fondata a Binghamton, New York, la “E. & H.T. Anthony Co.”, società per la commercializzazione di dagherrotipi (una sorta di galleria) che nel 1847 inizia a vendere anche attrezzature fotografiche.
Negli anni Cinquanta e Sessanta del XIX secolo è, nel suo settore, il più importante distributore degli Stati Uniti e intorno al 1870 inizia a costruire fotocamere.
Nel 1901-1902 si fonde con la Scovill & Adams diventando Anthony & Scoville, abbreviata in Ansco; successivamente rileva anche la Goodvin, azienda costruttrice di pellicole, la Columbia, produttrice di carta fotografica e la American Photo Products Co.
E’ il primo fabbricante a brevettare un caricatore a pellicola che può essere montato in luce diurna.
Nel 1928 viene associata all’Agfa, diventando Agfa Ansco aggiungendo quindi alla sua specifica produzione anche la commercializzazione su licenza di prodotti sia Agfa che di altre case produttrici.
L’azienda è controllata dalla Germania mediante una società con sede in Svizzera denominata “Internationale Gesellschaft fur Chemische Unternehmungen AG” (o IG Chemie), nome che nel 1929 viene cambiato in “American IG Chemical Corporation”, più tardi modificato in “General Aniline & Film”: la produzione di fotocamere continua sotto il marchio “Agfa – Ansco”. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1902, Agfa, Agfa Ansco, ANSCO, Anthony & Scoville, Binghamton, Chinon, E. & H.T. Anthony Co, GAF, General Aniline & Film, Haking, Kodak, Minolta, New York, RicohIl pioniere della foto subacquea è il biologo francese Louis Marie Auguste Boutan (1859 – 1934).
In gioventù segue studi di biologia e storia naturale e nel 1880 fa parte della delegazione francese all’Esposizione Universale tenutasi in quell’anno a Melbourne.
Dal 1884 per sei anni si dedica a ricerche sulla biologia marina presso il Marine Biological Laboratory Arago a Banyuls sur Mer e dal 1886 inizia a cimentarsi in immersioni subacquee; nello stesso periodo consegue il dottorato in scienze presso l’Università di Parigi.
Dal momento che si dedica anche alla fotografia, nel 1892 ha l’idea di riprendere la vita sottomarina e, con l’aiuto del fratello Augusto, progetta e costruisce una scatola sigillata in grado di contenere una fotocamera di tipo “detective” in grado di utilizzare lastre di vetro di formato 9 x 12 cm.
Con questa attrezzatura riesce a riprendere alcuni immagini, portandosi, abbigliato da palombaro, a profondità che arrivano all’incirca ad una decina di metri. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1832, Boutan, foto subacquea, fotografia, SleicherGli esperimenti finalizzati alla realizzazione di uno strumento in grado di riprodurre la visione stereoscopica hanno inizio nella prima metà del XIX secolo ad opera del geniale fisico inglese sir Charles Wheatstone (1802-1875).
Si tratta di un personaggio dagli interessi più svariati, che vanno dalle immagini tridimensionali al telegrafo, dagli strumenti musicali (il symphonium, la concertina) alla scrittura crittografica, fino all’elettricità.
Nel 1832 studia un sistema di specchi e prismi, realizzando uno strumento che nella forma ricorda un binocolo e che nel 1838 viene brevettato e presentato alla Royal Scottish Society of Arts come qualcosa “that it be called a Stereoscope, to indicate his property of representing solid figures”, rifacendosi così alla terminologia adottata due secoli prima da François de Aguilón: le immagini sono naturalmente dei disegni.
A seguito della scoperta della fotografia egli intuisce le possibilità del nuovo mezzo e cerca di interessare alla stereoscopia i protofotografi inglesi Jean Francois Antoine Claudet, Richard Beard ed Henry Collen. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1832, Achille Léon Quinet, Charles Wheatstone, David Brewster, Francois Antoine Claudet, François de Aguilón, Henry Collen, John Benjamin Dancer, microfotografia, Richard Beard, Tru Vue, View Master, visione stereoscopicaSi tratta di una fotocamera prodotta dalla Eastman Kodak Company dal 1932 al 1936.
Il corpo in alluminio è ricoperto di resina nera lucida e i lati sono decorati di motivi cromati in stile “deco”.
La piastra portaottica è di forma esagonale, anch’essa decorata con linee spezzate ed angolose, e contiene le indicazioni per le regolazioni dei tempi e dei diaframmi.
Il logo KODAK è in metallo cromato su fondo rosso smaltato.
Le estremità della fotocamera in corrispondenza dei rocchetti portapellicola anziché essere arrotondate sono semiesagonali per accentuare lo stile deco ed assecondare l’ornamento laterale.
L’esemplare fotografato è databile al 1935 circa.
Caratteristiche principali
- Folding a struttura rigida
- Formato del negativo 2½ x 4¼ inch (6 x 10,5 cm) su pellicola in rullo 116 o 616; questo esemplare è dotato di rocchetti riduttori in alluminio per consentire l’utilizzo della pellicola 120, di 6 mm più stretta rispetto a quella prevista
- Inquadratura con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale
- Messa a fuoco su scala metrica, da 2 a 30 metri Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1935, Eastman Kodak Company, FoldingLa visione stereoscopica consiste essenzialmente nella percezione della profondità e quindi della tridimensionalità degli oggetti visualizzati.
Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso Leonardo da Vinci; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di interesse sia da parte di studiosi quali il filosofo – alchimista Giovanni Battista Della Porta (che si occupa anche ripetutamente del fenomeno della camera oscura) o pittori come Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.
Il termine “stereoscopico” si deve però al gesuita belga François de Aguilón, che nel 1613 dà alle stampe il volume “Francisci Aguiloni e Societate Iesu Opticorum libri sex: philosophis iuxta ac mathematicis utiles”: nel libro sesto di tale opera un capitolo è dedicato tra l’altro a “De stereographice altero proiectionis genere ex oculi contactu”.
Ciò che ci consente di vedere in tre dimensioni è la visione binoculare, dal momento che i nostri occhi vedono la realtà da due posizioni differenti: ogni occhio registra un’immagine da una propria angolazione e ciò che vediamo è il risultato della sovrapposizione di queste due visioni operata dal cervello secondo un meccanismo che ancora non è stato del tutto chiarito. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1613, Charles Wheatstone, François de Aguilón, Leonardo Da Vinci, visione stereoscopicaLa HEAG VI è una delle numerose fotocamere prodotte dalla Ernemann negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale; HEAG

La Ernemann HEAG VI Zweiverschluss
è l’acronimo di Heinrich Ernemann AktienGesellschaft.
E’ costruita in legno di teak, la standarta portaottica è in alluminio satinato, il soffietto è in pelle di colore rosso.
L’esemplare fotografato è databile al 1909 circa.
Caratteristiche principali
- Folding di tipo classico
- Formato del negativo cm 8,3 x 11,3 su lastra di vetro
- Inquadratura:
- con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale con antina di schermatura della luce e bolla accoppiata
- su vetro smerigliato Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1909, Carl Zeiss, Dagor, Ernemann Detectiv Aplanat, Folding, Goerz, HEAG VI, Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, Tessar, Zweiverschluss
Da sinistra, prima e seconda versione dell’Heliar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)
Nel 1900 il tecnico della Voigtländer Carl August Hans Harting, mette a punto un nuovo schema ottico chiamato Heliar, al pari di molti altri ispirato al tripletto di Cooke; risulta infatti evidente il tentativo di modificare il tripletto stesso in senso simmetrico.
La modifica più evidente è la sostituzione dell’elemento posteriore con un doppietto di lenti incollate.
Nella prima versione, brevettata appunto nel 1900, lo schema formato da cinque lenti in tre gruppi si dimostra però per nulla soddisfacente in quanto è caratterizzato da forte astigmatismo, da un evidente coma in caso di riprese a distanza e naturalmente presenta l’aberrazione sferica tipica dello schema ispiratore. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1900, Bessa, Carl Zeiss, Dallmeyer, Dynar, Harting, Heliar, Oxyn, Pentac, Tessar, tripletto di Cooke, VoigtländerJean Francois Antoine Claudet nasce a Lyon, in Francia nel 1797.
Si avvicina alla fotografia nel momento stesso della sua scoperta in quanto è uno degli allievi di Louis Jacques Mande Daguerre.
Dal momento che vive in Inghilterra e possiede un’attività commerciale nel settore ottico, oltre ad apprendere dallo stesso inventore i dettagli operativi per produrre dagherrotipi, acquista da Daguerre anche la licenza per esercitare la nuova arte oltre Manica.
Già nel 1841 apre uno studio a Londra provocando perfino la reazione di Richard Beard, altro pioniere inglese del dagherrotipo, reazione sfociata in un contenzioso legale che si conclude in suo favore.
L’attività è chiaramente molto redditizia, tanto che alla prima sede situata in Adelaide Gallery verranno successivamente affiancati altri due studi in Regent’s Park e in Regent Street, quest’ultimo chiamato “Temple of Photography”.
Già nel 1842 egli viene in contatto anche con l’altro padre della fotografia, William Henry Fox Talbot, che lo persuade a sperimentare anche il suo calotipo.
Dopo un periodo di prove con quest’ultimo metodo Claudet dichiara però di preferire il procedimento dagherrotipico, che in quel momento è ancora effettivamente superiore dal punto di vista qualitativo: scrive infatti allo stesso Talbot che …I say the Daguerreotype gives images more delicate, finer and of greater perfection than the Talbotype … Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1839, calotipo, dagherrotipo, David Brewster, foto stereoscopica, Jean Francois Antoine Claudet, Louis Jacques Mandé Daguerre, Petzval, Richard Beard, Royal Society, William Henry Fox Talbot
















